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Gastronomia

Gastronomia a Londra

Per anni bistrattata e dileggiata dalle altre tradizioni gastronomiche europee, la gastronomia e la cucina di Londra si è nel tempo riaffermata, valorizzando il grande patrimonio di prodotti e ingredienti, riscoprendo le antiche tradizioni regionali, e facendo tesoro delle numerose contaminazioni etniche derivate prima dalle Colonie dell’Impero, in seguito dai flussi migratori e, last but not least, dalle mode.

Dagli anni ’60 in poi si inizia ad affermare la cosiddetta Modern British, in cui i prodotti del territorio e i piatti tradizionali si accompagnano con le altre cucine internazionali ormai saldamente radicate soprattutto a Londra, come la cucina orientale, quella Indiana in primis, quella Francese e quella Mediterranea.

Un ulteriore impulso è stato dato negli ultimi anni da una generazione di cuochi inglesi che ha contribuito a divulgare la cultura della buona cucina locale sia nel proprio Paese che all’estero.

Tra questi, i più noti al grande pubblico sono probabilmente Gordon Ramsay, vero e proprio magnate della gastronomia britannica, proprietario di numerosissimi locali e fautore di una cucina creativa e ricca di suggestioni e influenze mediterranee, e Jamie Oliver, che ha invece puntato sulla valorizzazione degli ingredienti e delle ricette tradizionali e regionali.

Grazie ai progressi dell’industria alimentare, ad un approccio di ecosostenibilità che premia aziende e prodotti del territorio, alle abilità delle nuove generazioni di chef e alle esigenze di una clientela ormai sempre più attenta alla qualità di ciò che mangia e beve, Londra è giunta a poter vantare un’offerta gastronomica in certi casi persino superiore a quella delle altre capitali mondiali.

Nella cucina tradizionale britannica la carne è ampiamente utilizzata e viene servita in diversi modi. Una delle preparazioni più tipiche sono i pudding, delle sorte di budini di carne generalmente cucinati a vapore o a bagnomaria. Molto popolari sono anche i pie, una specie di pasticcio al forno coperti da una pasta a base di farina, grassi, acqua e sale.

Ci sono poi il classico roast-beef e vari tipi di arrosti e stufati. La razza bovina Angus è molto pregiata, ed è nota all’estero soprattutto per le eccellenti costate alla brace che se ne ricavano, ma in Gran Bretagna c’è anche un grande consumo di carne di agnello e di montone, spesso serviti con gustose salse a base di menta o con gli altri tradizionali condimenti utilizzati per accompagnare la carne, come la salsa Worchester e le eccellenti mostarde.

Per insaporire le carni si utilizza molto anche il rafano, sia ridotto in salsa che grattuggiato a crudo,e che accompagna generalmente le carni di maiale.

Per quanto riguarda il pesce che giunge fresco ogni mattina sui banchi dei numerosi mercati londinesi, si va ben oltre il tipico Fish & Chips (filetti di merluzzo e patatine fritte): ci sono gli ottimi gamberi di Dublino, una vasta scelta di molluschi (in particolare ostriche, capesante, cozze e noci di mare), il pregiato salmone scozzese, le sogliole di Dover, e granchi e aragoste, e il vasto pescato dell’Atlantico.

Le verdi campagne inglesi producono una grande varietà di ortaggi. Basterà dare un’occhiata in qualunque mercato rionale per rendersi conto della straordinaria varietà di carote, patate e bietole che si possono trovare, oltre a finocchi, cavolfiori e insalate.
Un ortaggio poco diffuso nelle alte cucine è ad esempio il rabarbaro, con cui si preparano dolci e biscotti.
Sono invece meno presenti le tipiche verdure mediterranee come pomodori, peperoni o melanzane, che sono praticamente escluse dai menù tradizionali.

Vero e proprio gioiello della gastronomia inglese sono i formaggi, che pur non raggiungendo la quantità di tipologie di Italia e Francia, colloca la Gran Bretagna al terzo posto tra i produttori mondiali. Tra i formaggi più diffusi si possono citare il Cheddar, un formaggio a pasta dura dal gusto deciso, il cui colore va dal giallo pallido all’arancione e lo Stilton, un erborinato simile al Roquefort francese.
La pasticceria inglese resta probabilmente insuperata per quanto riguarda budini e torte ripiene. L’apple pie, la torta di mele, è un altro grande classico della cucina britannica.
E’ ottima anche la biscotteria secca che accompagna tradizionalmente il tè, e non vanno poi dimenticati i plum cake e i muffin che si consumano a colazione o per merenda, ottimi da inzuppare nel latte.

I dolci inglesi vengono spesso arricchiti con una grande varietà di frutti secchi canditi, come scorze di agrumi, fichi, prugne, mandorle e noci.

Per quanto riguarda le bevande è quasi superfluo parlare del tè, che in Gran Bretagna si beve praticamente ad ogni ora del giorno, anche se ormai soltanto le blasonate sale degli hotel più lussuosi celebrano ancora questo rito con le attenzioni e le cerimonie vittoriane, accompagnandolo con biscotti, tartine e sandwiches.

Esistono poi moltissimi tipi di birra che vanno dalle chiare e leggere Lager fino alle forti e saporite Ales, generalmente rosse e a doppio malto. Sono abbastanza diffuse anche le stout, le birre scure prevalentemente scozzesi, e la Guinness irlandese.

La birra si consuma preferibilmente on draught, alla spina. Le bionde vengono solitamente servite in modo quasi sbrigativo, mentre per una spinatura a regola d’arte di una birra scura è necessario attendere anche diversi minuti.

Il consumo di vino è notevolmente aumentato negli ultimi anni, e ormai anche nei pub è possibile berne un calice. La scelta è generalmente limitata a qualche vino italiano e francese, per lo più Chianti, Prosecco, Bordeaux e Chablis. Ben diverso è il caso dei ristoranti, specie quelli di alto livello, che propongono invece carte dei vini di tutto rispetto.

Sono inoltre molto apprezzati i vini liquorosi come Porto e Madera, specie a fine pasto.

Vanno infine ricordati i whisky, specie quelli scozzesi e delle Isole Orcadi, e le ottime qualità di gin.

Grazie allo sviluppo delle coltivazioni biologiche c’è stato anche un rilancio del sidro, che ora viene prodotto con grande cura e con metodologie che ricordano addirittura quelle utilizzati per lo Champagne. 

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