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A Spasso per...

L’ubicazione di Palazzo Bernini rende agevole l’esplorazione del centro fiorentino.
La stessa Piazza San Firenze è di particolare interesse per la sua combinazione unica di stili architettonici; vi si trovano il Bargello, abbazia del XIII sec. dove Savonarola trascorse i suoi ultimi giorni, il rinascimentale Palazzo Gondi dove la Gioconda di Leonardo da Vinci trovò inizialmente collocazione e la facciata settecentesca di San Firenze.
La Piazza della Signoria dista un minuto a piedi, sicché gli Uffizi, la Loggia dei Lanzi e Palazzo Vecchio risultano vicinissimi a Ognissanti, un poco più a ovest.
A breve distanza in direzione sud verso il fiume Arno troviamo Ponte Vecchio, da secoli fonte d’ispirazione di artisti e visitatori. Qui siamo vicini anche al duomo con la celebre cupola opera del Brunelleschi, affiancato dall’enorme campanile e dal Battistero con il famoso portale in bronzo opera di Ghiberti. Santa Croce si trova a cinque minuti a nord dell’hotel. Rimangono, un po’ più avanti, una paio di chiese che non possiamo tralasciare: San Lorenzo (non dimenticate il celebre mercato a fianco), Santa Maria Novella e Santissima Annunziata con lo Spedale degl’Innocenti di Brunelleschi.

Per un cambio di ritmo, non dimenticate l’Oltrarno, l’urbe a sud del fiume. Qui è Palazzo Pitti a dominare la zona dove si può fare una bella passeggiata nei giardini di Boboli dietro il palazzo. Nella parte superiore dei giardini si gode una favolosa vista sulla campagna del Chianti, a così poca distanza che pare di poter staccare un’oliva dall’albero. La zona è un fermento di negozietti, laboratori artigianali e ristorantini, l’ideale per trascorrere una giornata in tutta spensieratezza.

Firenze fu all’epoca dei Comuni una città-stato con un sofisticato sistema corporativo, commerciale e bancario di grande successo; vide la propria moneta, il fiorino, adottata in tutta Europa. Non si possono certo trascurare i De’ Medici al momento di riepilogare la storia e l’eredità culturale di Firenze.
Sotto la guida della longeva dinastia, la città rinaque dopo un periodo di oscurantismo medievale dovuto a un tracollo finanziario e alla peste nera per diventare poi il centro del Rinascimento, ospitando arte e architettura tra le più raffinate nel mondo occidentale. Cosimo De’ Medici fu il primo ad investire i capitali di famiglia finanziando artisti come Brunelleschi e Donatello, un’iniziativa proseguita dal nipote, Lorenzo il Magnifico.
La rivalità tra le famiglie fiorentine portò al declino della stirpe medicea; al contempo l’opinione pubblica veniva influenzata dai sermoni del monaco Savonarola che denunciavano la decadenza e la corruzione dell’epoca. Il tutto terminò con il celebre Falò delle vanità del 1497, col quale in Piazza della Signoria vennero messi al rogo libri, quadri, arazzi ed altri oggetti di lusso; lo stesso destino capitò al predicatore Savonarola l’anno seguente. Più tardi i De’ Medici riuscirono a riconquistare la città sotto Giovanni dei Medici che in seguito divenne Papa col nome di Leone X ed impiegò grandi nomi del calibro di Michelangelo e Leonardo da Vinci.
Il 1737 vide la morte dell’ultimo De’ Medici. La secolare dinastia era giunta al termine.
Successivamente giunsero a dominare austriaci e francesi fino all’epoca risorgimentale (1859-60). Non è necessario uscire dall’hotel per esplorare questo capitolo della storia d’Italia. Nella Sala del Parlamento, dove si consuma la prima colazione, i nomi dei celebri politici dell’Ottocento ci ricordano che durante i primi anni del Regno d’Italia la sede del parlamento era a Firenze, proprio nell’Hotel Bernini!